| I film di ART: "Once Were Warriors - Una Volta Erano Guerrieri" da archivio |
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Scritto da Leonardo Moggi
Giovedì 03 Maggio 2012 13:41
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Regia: Lee Tamahori.
Interpreti: Rena Owen, Temuera Morrison, Mamaengaroa Kerr-Bell, Cliff Curtis
1994 103 min. drammatico Nuova Zelanda
Alla periferia di Auckland una madre maori di cinque figli lotta per tenere unita la famiglia contro il marito ubriacone e violento e due figli invischiati nella logica delle bande giovanili. Quando la figlia tredicenne, stuprata da uno zio, s'impicca, si ribella. Questo Rocco e i suoi fratelli degli antipodi, tratto dal romanzo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage della Owen. |
| Ultimo aggiornamento Martedì 15 Maggio 2012 05:44 |
| I film di ART: "Salva e custodisci" (con sott. italiani) da archivio You Tube |
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Scritto da Leonardo Moggi
Mercoledì 02 Maggio 2012 20:57
[Spasi i sochrani, URSS 1989, Drammatico, durata 168'] Regia di Aleksandr Sokurov
Con Robert Vaap, Cecile Servudaki, Aleksandr Cerednik, Viktor Palec
Emma è una donna totalmente estranea al proprio ambiente, fatto di persone ricche e perbeniste, che però dietro la facciata di cortesia nascondono un animo nero, dominato dai sentimenti più bassi. La giovane parla in francese con i suoi amanti e ha un obbligo verso un uomo, di natura sessuale, che pesa su di lei come un macigno e la trasforma in un demone solitario, perduto e pericoloso... La nota vicenda di _Madame Bovary_ viene indagata da una prospettiva esistenziale e trasformata in tragedia filosofica sul dramma dell'amore. Sokurov conferma i temi a lui più cari, primo tra tutti quello del dovere morale. Un'opera di valori estetico e morali altissimi. |
| Ultimo aggiornamento Sabato 12 Maggio 2012 07:42 |
| I film di ART: "El Alamein - la linea del fuoco" da archivio You Tube |
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Scritto da Leonardo Moggi
Mercoledì 02 Maggio 2012 20:43
El Alamein - La linea del fuoco
Un film di Enzo Monteleone. Con Paolo Briguglia, Pierfrancesco Favino, Emilio Solfrizzi, Silvio Orlando, Giuseppe Cederna.
Nell’ottobre del 1942 l’esercito italiano è bloccato presso El Alamein a un centinaio di chilometri da Alessandria. L’avanzata dell’Asse è stata fermata dalla depressione di El-Qattara, una striscia desertica che si è rivelata insuperabile. La storia segue le vicende di alcuni soldati della divisione Pavia ed è narrata in una sorta di diario, dal soldato Serra, un V.U., volontario universitario, che è partito entusiasta di vedere l’Africa e convinto che la vittoria fosse una formalità. Sappiamo invece che El Alamein fu una disfatta e determinò, con Stalingrado, l’inversione di tendenza della guerra. Seguiamo le vicende quotidiane del tenente Fiore, del sergente Rizzo e di due soldati: il quotidiano, la noia, la mancanza d’acqua e di tutto, la dissenteria, e improvvisamente la battaglia furibonda, i cannoni i carri e gli aerei (degli altri). El Alamein significa sconfitta eroica con gravi perdite inflitte al nemico, con soldati che affrontarono i carri armati con le bottiglie incendiarie. Significa anche divisione Folgore, diventata leggendaria e citata in questo contesto solo casualmente. Al regista non sta a cuore il mito, ma la povera gente portata via da casa per andare nel deserto. Il sergente veneto dice “che mi manca sono i prati dietro casa mia” e lo dice bene, senza banalità e retorica, come lo diceva un contadino veneto. Nel momento dello sbando il gruppo cammina e cammina, non si sa per dove. Poi arrivano gli inglesi, motivati e organizzati. Dopo la battaglia notturna siamo ai giorni nostri, nel cimitero di El Alamein, con migliaia di nomi e di “ignoto” sulle tombe. Per un momento si intravede un uomo di spalle. Probabilmente è Serra, sopravvissuto. Un grande film italiano. Italiano buono per il mondo. Era tempo. Monteleone si è informato per anni e poi ha centrato tutte le misure, della vita in trincea, dei discorsi, del dolore. I reduci che hanno visto il film piangevano, dicevano “era proprio così”. E questo è l’unico avvallo che conta davvero. E anche gli attori: straordinari. |
| Ultimo aggiornamento Sabato 12 Maggio 2012 07:44 |
| I film di ART: "Il mio grosso grasso matrimonio greco" da archivio You Tube |
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Scritto da Leonardo Moggi
Mercoledì 02 Maggio 2012 18:59
Un film di Joel Zwick. Con Joey Fatone, Nia Vardalos, John Corbett, Michael Constantine, Christina Eleusiniotis. Titolo originale My Big Fat Greek Wedding. Commedia, durata 96 min. - USA 2002
La produzione fa sapere che si tratta “della commedia romantica che ha incassato di più nella storia del cinema USA, più di Pretty Woman, più di Notting Hill, più di Bridget Jones. In effetti il film è costruito con tutti, proprio tutti i possibili ammiccamenti al pubblico. Sai che tutto finirà bene, che tutti i nodi saranno sciolti, che tutto andrà per il meglio. Sei sempre rassicurato. Sai come si comporteranno tutti i personaggi, sai che i genitori del ragazzo, perplessi, schizzinosi all’inizio, alla fine saranno conquistati dalla pittoresca -e tanto non convenzionale da essere convenzionale- famiglia greca. Toula è bruttina, goffa, prigioniera della “grecità” della sua famiglia: il padre teorizza che tutte le parole del mondo hanno radice greca e che “esistono solo due categorie di persone: i greci e tutti quelli che vorrebbero esserlo”. Quando Toula, incredibilmente attira le attenzioni di Ian, bello, alto, intelligente, benestante, non crede ai suoi occhi. Invece “lo straniero” si innamora davvero. E qui cominciano i “riti”. Per farsi accettare Ian subisce tutto, a cominciare dal battesimo con rito ortodosso. Nonostante i pregiudizi iniziali di tutti, compresi i genitori “americani naturalmente”, alla fine l’amor trionfa. La Vardalos (Toula) è anche sceneggiatrice. Dice di aver semplicemente raccontato la propria famiglia. Fra i produttori c’è Tom Hanks. |
| Ultimo aggiornamento Sabato 12 Maggio 2012 18:15 |
| I film di ART: "16 anni di alcool" da archivio You Tube |
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Scritto da Leonardo Moggi
Mercoledì 02 Maggio 2012 17:38
regia: Richard Jobson
16 Years of Alcohol è una parabola che descrive la lotta di Frank, ragazzo reduce da un'infanzia difficile dovuta a un padre donnaiolo e poco di buono, che sceglie di abbandonare le cattive compagnie per cercare una redenzione sociale. Frank si trova stretto nel ruolo del capo di una gang che ricorda in modo esplico quella dei Drughi di Alex, piccoli bulletti di periferia deditia a terrorizzare il vicinato. L'alcool è il motore che scatena questi ragazzi, schiacciati da una vita monotona e alla ricerca di emozioni forti. |
| Ultimo aggiornamento Domenica 13 Maggio 2012 15:08 |
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