CinemìCinemà 2013: intervista a Niki Paelinck e Patricia De Ridder
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Scritto da Leonardo Moggi
Domenica 28 Aprile 2013 16:42

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Traduzione in italiano dell'intervista alle professoresse Niki Paelinck e Patricia De Ridder della scuola KA Ekeren - Antwerp (Belgio)

- Allora Patricia, perchè hai deciso di partecipare al nostro progetto, la "Grande Bouffe"?

- Perchè pensavamo che fosse un progetto molto interessante e avesse molte possibilità, le ricette, la cucina del Belgio e quella dell'Italia... inoltre l'italia è un paese interessante: il paesaggio, il clima, il sole... ecco perché abbiamo scelto di partecipare. Per quanto riguarda il video, abbiamo parlato a lungo dellapreparazione, della visita, e siamo molto fortunati ad avervi trovati. Ecco il motivo.

- Grazie, e tu Nikki, so che usi i video per le tue lezioni. Ci puoi dire qualcosa?

- Io insegno ai miei studenti come si realizzano i film, come si tagliano e si montano fino ad ottenere un'opera unica e bellissima. Non rientra esattamente nel mio programma didattico, ma lo facciamo nelle ore extracurricolari. Lo trovo una cosa molto valida per il loro futuro; agli studenti piace, lo trovano divertente. È l'istruzione portata ad un altro livello.

_ Ma che cosa insegni?

- Geografia   - Quindi qualcosa che non ha niente a che fare con video, film, cinema...

Il progetto "La grande bouffe" a cui si fa riferimento nell'intervista è un progetto europeo Comenius finanziato dalla UE della durata di due anni che nasce all'interno del festival Cinemì cinemà- E' finalizzato alla valorizzazione della cultura artistico e culinaria dei due paesi protagonisti attraverso l’uso del linguaggio cinematografico. Al tempo stesso i ragazzi hanno l'opportunità  di conoscere la struttura scolastica e la vita quotidiana, attraverso un’esperienza diretta di vita in famiglia. Punto di forza del progetto è anche un breve studio della lingua parlata nelle due nazioni, l’Italiano per i Belgi e il fiammingo per gli studenti italiani.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 30 Aprile 2013 09:16
 
CinemìCinemà 2013: Intervista a Suparna Chatterjee
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Scritto da Leonardo Moggi
Domenica 28 Aprile 2013 16:38

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Traduzione in italiano dell'intervista a Suparna Chatterjee

- Ciao Suparna, puoi dirci perchè sei qui, e naturalmente da dove vieni

- Ok, vengo dall'India, dalla città di Lucknow nello stato di Uttar Pradesh, la mia scuola si chiama Study Hall, e siamo qui per partecipare a Cinemì Cinemà. Vedo che molte persone vi prendono parte, e finora per noi è stata un'esperienza davvero meravigliosa.

- Grazie. Da quanto tempo siete in Italia e quando tornete in India?

- Siamo arrivati l'11 aprile, e ripartiremo il 25, quindi abbiamo ancora una settimana.

- Siete alloggiati in albergo oppure..?

- No, siamo ospitati da alcune famiglie, sia io che i miei studenti

- Bene Suparna, ci puoi parlare dell'uso dei video nella vostra scuola?

- Senz'altro; la tecnologia moderna ha un ruolo chiave nel nostro sistema scolastico: ai bambini spesso viene assegnato, come compito scolastico, di realizzare video di un minuto aventi come soggetto sia le materie di studio che le cose che per loro rappresentano problemi. Così, sono stati prodotti video sulla qualità della scuola, sulle supplenze, sulla puntualità; ai ragazzi è stato chiesto di produrre video di un minuto su ciò che per loro rappresentava un problema. Noi non abbiamo un film festival per gli studenti simile a questo, piuttosto mostravamo i video agli altri studenti, questi applaudivano e più o meno era tutto. Diciamo che noi non abbiamo esperienza di film festival realizzati con questa formula.

- Sappiamo che avete prodotto un video che è stato esaminato anche dall'Unicef. Ci puoi dire qualcosa di più?

- Abbiamo una scuola pomeridiana per ragazze svantaggiate, soprattutto per le ragazze più piccole, le Prerna Girls. Abbiamo chiesto loro di realizzare video di un minuto sulle loro vite, soprattutto sui problemi che devono affrontare. Questi brevi film sono poi stati proiettati al One Minute Video Festival: su cinque film scelti per partecipare, quattro erano stati realizzati nella nostra scuola e due sono stati premiati.

Intervista alla professoressa indiana Suparna Chatterjee che insegna la sua scuola è Study Hall di Lucknow - Uttar Pradesh - India. Insieme a un gruppo di nove studenti sono stati ospiti del festival Cinemì Cinemà ad Arezzo e dell'IIS 'Fossombroni' di Arezzo per quindici giorni  come prima fase di uno scambio culturale che si concluderà a ottobre in India. L'istruzione in India è divisa tra pubblica e privata ma è la scuola privata che assicura una buona preparazione per il futuro dei ragazzi e le famiglie indiane puntano molto sulla scelta di una scuola di qualità. La Study Hall è una scuola  privata che è stata fondata nel 1986 ed ha più di 1800 studenti il cui principale scopo è di impartire una istruzione di qualità uguale per tutti offrendo corsi anche a ragazzi in condizioni di disagio fisico e sociale. Infatti la Study Hall è una scuola che si caratterizza per investire nell'ambito sociale portando a scuola ragazze e ragazzi che non avrebbero accesso all'istruzione e coinvolgendo anche le mamme della casta degli intoccabili.I video sono utilizzati tra gli strumenti di crescita personale, tanto da essere stati selezionati e premiati dall'UNICEF.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 30 Aprile 2013 08:09
 
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