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Industria & Design

Lezioni di Design: Mitologia dello scooter. Dalla Vespa alla Lambretta e oltre.

 

 

 

Un documentario Rai Educational.

È il 1945 quando Enrico Piaggio, per riconvertire nel dopoguerra la sua industria aeronautica di tipo militare, decide di mettere in produzione la Vespa. Lo scooter disegnato con grande sapienza formale da un progettista-inventore come Corradino D'Ascanio, fu il primo a "carrozzeria strutturale”, un’idea tanto geniale da resistere fino ai giorni nostri. L'analogia con la motocicletta è solo lontana, in questo motoveicolo più maneggevole e confortevole quella che spicca è la sua assoluta forma innovativa. Il motore è completamente racchiuso, per evitare di sporcare i vestiti del pilota e del passeggero, la posizione di guida è la più comoda possibile, le ruote sono facilmente sostituibili, c’è, infatti, la possibilità di alloggiare a bordo anche quella di scorta, si può finalmente salire con la massima facilità e l’operazione di parcheggio non comporta sforzi.

Dalla concezione astratta al prototipo il passo fu breve. Già nel 1956 erano stati prodotti 1.000.000 di esemplari.

In oltre cinquant’anni si sono succeduti più di cento modelli che hanno accontentato professionisti e studenti, miss e operai, esploratori e famosi attori. Quasi immediata fu la risposta della Innocenti, che per la struttura della Lambretta, disegnata dall’ingegner Cesare Pallavicino, utilizzò invece una specialità dell’azienda milanese: il tubo d’acciaio di grande sezione.

I due storici scooter italiani sono destinati non solo ad entrare nella mitologia dell’immaginario anni 50, ma anche a produrre una lunghissima serie di discendenti, mantenendo viva fino ad oggi l’idea di autentica libertà di movimento individuale.

 

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Lezioni di Design: Mitologia dello scooter. Dalla Vespa alla Lambretta e oltre.

 

 

 

Un documentario Rai Educational.

È il 1945 quando Enrico Piaggio, per riconvertire nel dopoguerra la sua industria aeronautica di tipo militare, decide di mettere in produzione la Vespa. Lo scooter disegnato con grande sapienza formale da un progettista-inventore come Corradino D'Ascanio, fu il primo a "carrozzeria strutturale”, un’idea tanto geniale da resistere fino ai giorni nostri. L'analogia con la motocicletta è solo lontana, in questo motoveicolo più maneggevole e confortevole quella che spicca è la sua assoluta forma innovativa. Il motore è completamente racchiuso, per evitare di sporcare i vestiti del pilota e del passeggero, la posizione di guida è la più comoda possibile, le ruote sono facilmente sostituibili, c’è, infatti, la possibilità di alloggiare a bordo anche quella di scorta, si può finalmente salire con la massima facilità e l’operazione di parcheggio non comporta sforzi.

Dalla concezione astratta al prototipo il passo fu breve. Già nel 1956 erano stati prodotti 1.000.000 di esemplari.

In oltre cinquant’anni si sono succeduti più di cento modelli che hanno accontentato professionisti e studenti, miss e operai, esploratori e famosi attori. Quasi immediata fu la risposta della Innocenti, che per la struttura della Lambretta, disegnata dall’ingegner Cesare Pallavicino, utilizzò invece una specialità dell’azienda milanese: il tubo d’acciaio di grande sezione.

I due storici scooter italiani sono destinati non solo ad entrare nella mitologia dell’immaginario anni 50, ma anche a produrre una lunghissima serie di discendenti, mantenendo viva fino ad oggi l’idea di autentica libertà di movimento individuale.